La coda nel petauro dello zucchero oltre ad avere funzioni prensili e ad essere utilizzata come ancoraggio a rami ed altre sporgenze, è uno strumento fondamentale a garantire un corretto equilibrio negli spostamenti, in fase di salto contribuisce alla spinta necessaria come vera e propria molla che scarica e rafforza il lavoro degli arti posteriori tramite un rapido movimento (a mo’ di frusta) , prima di raggiungere la posizione tipica di planata, in cui il patagio viene completamente disteso.La coda funziona anche da bilancere aiutando l’esemplare a mantenere un corretto equilibrio, grazie a una continua variazione dinamica del suo baricentro:   per svolgere al meglio detta funzione il diametro della coda, in un esemplare sano e ben proporzionato, è inversamente proporzionale alla lunghezza della stessa.  <div> Questa proporzione deve essere garantita al fine di permettere al petauro di correggere il proprio baricentro in modo dinamico: posizionando appunto la coda a seconda delle necessità e del momento e una volta fornita la spinta necessaria al salto, nella planata, funge da vero e proprio timone e contropeso; insieme al patagio, infatti, (membrana che contraddistingue il genere Petaurus dagli altri appartenenti alla famiglia Possum), diviene strumento fondamentale nel controllo della lunghezza e della direzione di un salto o di una vera e propria planata. notare la posizione che assume la coda durante un salto (collage di due foto ottenute dal web e appartenenti ai rispettivi autori) 

Non tutti sanno che il maschio del petauro dello zucchero presenta una coda’ più lunga e affusolata della femmina,in cui al contrario la coda è leggermente piu’ robusta, con pelo piu’ vaporoso ma inferiore in lunghezza. In cattività la cosa è difficile da verificare, avendo a che fare con esemplari provenienti da allevamenti e colonie differenti, i cui tratti, nonchè dimensioni, variano spesso e a volte anche di molto.
Una ovvia conferma alla regola, è facilmente rilevabile in un soggetto che abbia subito un danneggiamento della propria coda, compromettendo la sua lunghezza (ma non al contrario il diametro): la funzione di bilancere viene piu’ o meno a mancare e con lei l’ equilibrio stesso dell’esemplare ne viene influenzato, la cosa diventa piu’ evidente nei salti in cui il soggetto risulterà piu’ impreciso, a volte addirittura goffo proprio a seconda dell’”importanza” del trauma subito. Questo puo’ tornarci utile al momento dell’acquisto, aiutandoci a stabilire insieme ad altri fattori che approfondiremo piu’ in là, se l’ esemplare sia sano e in perfetto stato, o nel caso di esemplari giovani che non hanno raggiunto la piena maturità sessuale o che abbiamo modo di osservare esclusivamente a distanza, a intuirne (o confermarne) il sesso.
 di Maurizio Naso
un grazie va a Sara per le foto delle code del maschio e della femmina, messe a confronto.

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