In Generale
CHE COS’E’ UN PETAURO DA ZUCCHERO?
.. le prime 10 cose da sapere
Un petauro da zucchero è un piccolo possum marsupiale che vive sulle cime degli alberi in Australia, Tasmania, Indonesia e Papua Nuova Guinea. I petauri da zucchero sono così chiamati perché hanno una preferenza per i cibi dal sapore dolce e una membrana planante simile a quella degli scoiattoli volanti (il nome inglese del petauro “glider” significa aliante) .
CLASSIFICAZIONE TASSONOMICA
La tassonomia ha spesso lo scopo di offrire una descrizione degli attributi fisici e dei tratti comportamentali di un animale. Il nome tassonomico specifico del petauro da zucchero, che comprende il genere e la specie, è Petaurus breviceps. Il genere, Petaurus, significa “che cammina su una corda tesa” o “danzatore della fune”. Il nome della specie, breviceps, significa “testa corta”. I petauri dello zucchero appartengono al gruppo di animali chiamato falangeridi. Che significa “quelli con le dita”.
- Classe: mammiferi
- Sottoclasse: marsupiali
- Ordine: diprotodonti
- Subordine: falangeridi
- Superfamiglia: petauiridea
- Famiglia: petauridi
I MARSUPIALI
I petauri da zucchero appartengono ad una sottoclasse di mammiferi chiamata marsupiali. Nei marsupiali sono racchiusi diversi tipi di animali che hanno abitudini e caratteristiche molto diverse tra loro. Per esempio possiamo pensare ai canguri che vivono liberamente nella savana, ai koala sulle cime degli alberi… o ai petauri dello zucchero che planano tra gli alberi in cerca di insetti e nettari .
Ma i marsupiali si distinguono dai “cugini” placentati soprattutto per come si svolge il sistema riproduttivo. I mammiferi che portano avanti la gestazione attraverso la placenta sono detti euteri o mammiferi placentati. La placenta è un organo che si forma nell’utero durante la gravidanza e che facilita il trasferimento delle sostanze nutrienti dalla madre all’embrione in via di sviluppo. La grande maggioranza dei mammiferi, compresi gli umani, sono mammiferi placentati. I marsupiali sono differenti in questo perché la gestazione placentare dei piccoli ha poco o scarso rilievo, perché a seconda delle specie, hanno una placenta minima o addirittura inesistente.
I cuccioli marsupiali nascono dopo una gestazione molto breve. Come conseguenza i marsupiali neonati sono scarsamente sviluppati ed estremamente piccoli rispetto ai loro genitori. Ad esempio, un canguro del peso di 30 chili genera, dopo una gestazione di soli 36 giorni, un cucciolo di 8 grammi.
Una volta all’interno della tasca, il cucciolo marsupiale, che ora si può chiamare “cucciolo”, trova una ghiandola mammaria e la succhia con la bocca. Il suo sviluppo successivo dipende esclusivamente dall’allattamento. Al momento in cui il cucciolo è pronto per uscire dalla tasca è ad uno stadio di sviluppo simile a quello che alcuni mammiferi cresciuti attraverso la placenta hanno alla nascita.
Il Petauro
Tutti gli animali domestici hanno dei pro e dei contro, e il Petauro non fa eccezione.
È un animale molto sociale, dolce e divertente che deve avere la compagnia dei suoi simili, in nature vive in gruppi e il socializzare con un compagno della sua specie è di fondamentale importanza per la sua salute fisica e mentale.
Prima di intraprendere questa nuova avventura bisogna essere consapevoli delle responsabilità e dell’impegno a cui si va incontro.
Nelle sezioni seguenti troverete tutte le informazioni necessarie per capire se il petauro è l’animale giusto per voi.
E’ Notturno e Arboricolo!!
I Petauri sono animali notturni, come testimoniano i loro grandi occhi, e sono arborei, cioè passano la maggior parte del loro tempo sugli alberi più alti. Si rifugiano in tane scavate nei tronchi degli alberi e ammorbidite nell’interno con foglie secche e fuscelli trovati o procurati. Essi si muovono da albero ad albero lanciandosi nell’aria e spalancando la loro membrana che gli permette di planare per anche per lunghezze che possono toccare i 45m.
Di solito planano dalla cima di un albero alla base di un altro. Al termine della planata, appena prima di toccare il terreno, il petauro fa un secondo balzo verso l’alto che rallenta la discesa e attutisce l’impatto. Tuttavia, le riprese a rallentatore hanno mostrato come questi atterraggi siano ben lontani da quelli dolci e aggraziati che si percepiscono ad occhio nudo. Solo l’afferrarsi degli artigli acuminati dell’animale gli evita di ruzzolare nel sottobosco. C’è da domandarsi come un piccolo petauro nel marsupio della mamma possa sopravvivere a tutte queste spinte e colpi.
La lunghezza delle loro planate è sapientemente calcolata in base a molti fattori, direzione ,forza dei venti, altezza, clima ecc. Questo calcolo viene eseguito dal petauro in pochi secondi ondeggiando la testa dall’alto verso il basso e viceversa. Hanno un alto livello di controllo direzionale perché oltre all’inclinazione della membrana usano come timone anche la coda.




