* Il Topo Cinghiale *
Classe Mammiferi
Ordine Roditori
Famiglia Muridae
Genere Lemniscomys
Specie Barbatus
Le origini
Esistono due specie di Lemniscomys: il barbatus e lo striatus ed entrambi vivono nelle regioni Nordafricane.
L. Striatus presenta dimensioni più grandi del L. Barbatus, raggiungendo circa 30-35 cm di lunghezza totale (corpo più coda, che è lunga quasi quanto il corpo) , ha orecchie più grandi e strisce scure sul corpo moltlo più larghe e marcate.
Il L. Barbatus è più piccolo (circa 12-15 cm, con un peso di circa 50 g) e presenta un corpo con strisce più minute e numerose. La durata di vita media è 3-4 anni.
In natura i Lemniscomys frequentano zone semiaride, anche se si sono adattati a vivere in ambienti molto vari, anche a contatto con gli insediamenti umani, come i topi domestici delle nostre zone.
Sono animali dalle spiccate abitudini sociali e vivono in tribù come gran parte dei roditori della famiglia Muridae.
Nel loro ambiente naturale si riproducono con estrema facilità, ma si auto-regolano e, in caso di sovrappopolazione o periodi di “carestia”, la riproduzione rallenta.
Generalità e Abitudini
Il topo cinghiale (o topo striato), è un roditore con abitudini particolarmente diurne.
A differenza del topo comune, è molto più pulito ed inodore, grazie alla capacità di trattenere a lungo i liquidi
corporei.
È un animale molto curioso e abbastanza socievole, anche se si può spaventare facilmente per movimenti o rumori
bruschi ed è meglio approcciarsi a lui con molta calma.
Morde molto di rado e una particolare caratteristica sta nel fatto che, pur essendo animaletti molto veloci quando
li si vuol prendere, una volta afferrati rimangono fermi e tranquilli, quasi “rigidi”, anche se bisogna fare un po’
più d’attenzione con soggetti molto giovani e, naturalmente, più vivaci e bisogna afferrare la coda con cautela,
alla base, per evitare che si rompa!
Un consiglio è quello di acquistare soggetti giovani e nati in cattività, poiché soggetti di cattura, a causa della
loro paurosità, mal si adattano all’addomesticamento e spesso muoiono per stress.
Anche in caso di esemplari domestici, comunque, bisogna prendere delle precauzioni per evitare inutili stress
e la “colonia” di partenza (ottimo l’acquisto di un trio), dovrebbe essere definitivo, in quanto anche l’aggiunta
di nuovi individui è causa di stress nella tribù!
La colonia è molto unita ed esiste una precisa gerarchia, definita con “marchi” sulle orecchie e sulla coda…
Le colorazioni
Il Lemniscomys Barbatus presenta su tutto il corpo delle sottili strisce brune e gialle (simili a quelle dei cuccioli di cinghiale, da cui il nome comune), il ventre molto chiaro (quasi bianco), gli occhi cerchiati di giallo e la coda bruna.
Il topo cinghiale non è allevato diffusamente in cattività e non esistono varianti di colore selezionate, a parte qualche variazione nell’intensità di colorazione o nella forma delle strisce, che variano da esemplare a esemplare.
Si è, però, riusciti ad ottenere degli ibridi di notevole bellezza incrociando i L. Barbatus con i comuni topini bianchi.
Sistemazione
Il Topo cinghiale si può allevare in gabbia, a patto non abbia le sbarre fino in fondo per evitare che si rompa
le zampe o la coda nel caso che si spaventi! Le sbarre dovrebbero essere fini, in modo che i cuccioli
non riescano a passarci attraverso!
In ogni caso, data la bellezza e la particolarità di questi roditori, è particolarmente suggestiva un’ambientazione
“naturalistica” in un terrario, con una lettiera di tutolo di mais o cilindretti e un arredamento basato su radici.
Quale che sia la soluzione, sia gabbia che terrario, dovrebbe almeno essere di dimensioni 60x30x30, per un gruppetto di 3-4 esemplari.

È opportuno creare una piccola “altura”, dato che i topi cinghiale amano molto radunarsi in gruppo, spesso su piccole
“alture”, gli uni vicini agli altri, con i piccoli in mezzo al gruppo, in modo da poterli “proteggere” più
facilmente…
Per il resto l’attrezzatura è quella di base per tutti i roditori: beverino a goccia, ciotole per il cibo, tana
(sia quelle a casetta che quelle in legno per gli uccelli, dato che, oltretutto, non hanno l’abitudine di
rosicchiare molto), una ruota (chiusa, per evitare che la lunga coda rimanga impigliata!) e qualche “passatempo”,
come tubi di cartone o di plastica.
Comunque sarebbe opportuno, come già detto, non modificare l’arredamento della gabbia o del terrario una volta che
gli animali si sono ambientati, per evitare stress.

Alimentazione
Una buona base per l’alimentazione è un mangime secco non troppo grasso (pochi semi di girasole!), a cui si
aggiungeranno frutta e verdura fresche: molto gradite sono, in particolare, mela, pera, carota e uva, oltre
a qualche foglia di insalata di vario genere.
Anche se l’alimentazione del Lemniscomys è meno “onnivora” di quella dei topi comuni, è comunque importante una buona
base proteica costituita da pezzetti di formaggio (che si possono usare anche come “premio” ), qualche crocchetta
per cani di ottima marca (del tipo “light”, meno proteiche!) mischiate nel mangime, pezzetti di pollo sbollentato
(ovviamente freddo…) e qualche insetto, come tarme della farina.

La Riproduzione
A causa della facilità di stress di cui si è già parlato, si possono ottenere dei buoni risultati per quanto concerne la riproduzione solo se gli animali sono tranquilli, ben ambientati e ben accuditi!
La maturità sessuale viene raggiunta all’età di 2 mesi per i maschi e 2 mesi e mezzo per le femmine.
La femmina costruisce il nido con il materiale che viene messo a disposizione: fieno, fibre di tessuto, cotone, pezzi di carta…
La gestazione dura 21 giorni, al termine dei quali nascono da 2 a 6 piccoli che presentano le caratteristiche strisce sin dalla nascita.
I piccoli aprono gli occhi già dal 6° giorno ed escono fuori dal nido a partire dal 10° giorno circa…
Sono completamente svezzati (ovvero, mangiano da soli e non assumono più il latte materno) a circa 20 giorni dalla nascita.
Durante questo periodo sarebbe opportuno evitare di maneggiare i piccoli, poiché la femmina potrebbe percepirlo come un pericolo, costruire un nuovo nido e spostarvi i piccoli!

Le cure
Il topo cinghiale non richiede particolari cure, poiché, se ben ambientato e tenuto in ambiente tranquillo,
si rivela un animale molto robusto, oltre che interessante.
Non necessita di uscire fuori dalla gabbia (la quale dev’essere, però, sufficientemente spaziosa!),
sia per evitare spaventi, sia perché sono velocissimi e riprenderli sarebbe un’impresa, senz acontare
che potrebbero infilarsi in anfratti dai quali, impauriti, non uscirebbero facilmente!