Riproduzione

La riproduzione di animali selvatici in cattività è spesso difficoltosa e il petauro non fa eccezione. Può capitare, nonostante tutte le condizioni siano favorevoli, che nella la coppia non nasca quel feeling necessario per creare una bella famiglia, in questo caso l’unica cosa che possiamo fare è metterli nelle condizioni ideali per riprodursi e sperare che la natura faccia il resto.

  • la base di tutto è l’alimentazione, che deve essere curata e ben calibrata
  • bisogna creare un ambiente sereno ed ideale alle loro caratteristiche, come già detto nella sezione “Alloggio” è importante che la voliera sia lontana da fonti di disturbo e ancora di più lo è la voliera stessa che deve essere delle dimensioni giuste per garantire lo spazio vitale adeguato.
  • l’arredamento della voliera deve essere adeguato alle dimensioni della stessa per poter garantire la giusta attività motoria degli animali, non deve essere né troppo povero né troppo ricco.
  • il nido deve garantire privacy e proteggerli dalla luce del giorno, l’interno deve essere completamente buio, se le pareti sono troppo sottili è possibile che la luce penetri e non gli permetta di riposare nel modo corretto

Sottovalutando questi punti si possono creare situazioni molto stressanti, tanto da impedire la nascita di tutti quei meccanismi che portano alla riproduzione.

Maturità sessuale
La maturità sessuale è raggiunta a 10-14 mesi dai maschi e a 8-12 mesi dalle femmine.

L’Estro femminile (Calore)
Il ciclo estrale delle femmine dura 29 giorni, ciò significa che vanno in calore e quindi si possono accoppiare ogni 29 giorni.
Teoricamente quindi i petauri possono riprodursi tutto l’anno, ma questo dipenderà anche dalla temperatura, dalla compatibilità con il maschio dominante e soprattutto dalla disponibilità di proteine nell’alimentazione, oltre naturalmente ai punti di cui abbiamo parlato ad inizio pagina.

Periodo di gestazione
I Petauri dello zucchero, come gli altri marsupiali hanno un periodo di gestazione molto corto, approssimativamente di 16 giorni. I cuccioli, di solito uno o due, raramente tre, nascono molto piccoli (0.19 grammi) e senza pelo; dopo i 16 giorni di gestazione restano per un periodo di circa 2 mesi nel marsupio della madre, dove si nutrono attaccandosi ad un capezzolo interno alla tasca.
Il marsupio si distende progressivamente col crescere del cucciolo, fino a quando non riuscirà più a contenere il piccolo petauro, a quel punto si potranno vedere la coda e le zampe spuntare dal marsupio. Non bisogna mai guardare dentro la tasca per vedere il piccolo, e assolutamente non si deve mai tirarlo fuori.
Dopo circa 70 giorni il piccolo non riesce più a stare dentro il marsupio ed è costretto a fare la sua prima uscita; a questo punto il primo strato del mantello è già formato, anche se è meno folto rispetto a quello dei genitori, e gli occhi sono ancora chiusi, si apriranno solo 7-10 giorni più tardi. Il piccolo continua a succhiare il latte materno introducendo la testa nel marsupio, passando la giornata attaccato alla pancia o alla schiena dei genitori.
Nei primi tempi la madre resterà sempre con i suoi cuccioli, lasciandoli solo per brevi periodi per uscire dal nido in cerca di cibo. Sarà facile vederla gironzolare con i cuccioli aggrappati al ventre o al dorso, infatti fin dalla nascita i piccoli sviluppano l’istinto e la forza necessaria per rimanere aggrappati alla madre in ogni circostanza.

Svezzamento
Generalmente lo svezzamento avviene a circa 15 settimane.
Una volta usciti dal marsupio i cuccioli restano attaccati al ventre o al dorso della madre o nel nido accovacciati con il maschio. I petauri maschi sono papà molto affettuosi ed aiutano le femmine nella cura e nell’alimentazione della prole. Circa 10 giorni dopo dall’uscita dal marsupio i cuccioli aprono gli occhi e un mese dopo sono pronti da svezzare.
Se gli adulti sono abbastanza docili è possibile prelevare dolcemente per qualche minuto al giorno i nuovi nati così che inizino ad abituarsi al contatto ed odore umano.

Figliate
Allo stato selvatico i Petauri hanno in media due figliate all’anno, in cattività grazie alla maggior disponibilità di proteine ne possono avere fino a quattro anche se sarebbe meglio che ciò non si verificasse per preservare la salute fisica e mentale della madre; due figliate all’anno restano quindi l’ideale.

Consigli e precisazioni

  • per evitare il rischio di consanguineità non bisogna comprare i riproduttori dallo stesso venditore
  • è sconsigliabile l’accoppiamento di esemplari femmine che soffrono di obesità dovuta ad un’alimentazione non corretta in quanto potrebbero avere gravi problemi nel parto e nello sviluppo della prole
  • i tempi di gestazione, svezzamento e allattamento si riferiscono ad una cucciolata di due esemplari, nel caso il cucciolo fosse uno solo la madre potrà concentrare tutte le sue energie su di esso ed il suo sviluppo sarà quindi più veloce raggiungendo lo svezzamento in minor tempo
  • a volte i cuccioli vengono abbandonati sul fondo della gabbia, questo perché, nella maggior parte dei casi, i genitori riscontrano in loro delle disfunzioni o malformazioni gravi e in genere non sbagliano
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